Africa, il "teatro magnetico" con le voci dei ragazzi e delle ragazze del continente che raccontano le sfide del COVID-19

by Amref Health Africa

ROMA – “Ero un attore televisivo, poi ho deciso di cambiare vita. La mia e quella dei miei coetanei. In quattro anni sono successe molte cose”. Si racconta così ad Amref Gideon Obuya, 23 anni, che ha scelto di portare la sua esperienza di attore tra i ragazzi di strada di Nairobi, al Riruta Health hivCentre. Racconta del “teatro magnetico”, fatto di improvvisazioni e sketch ispirati alla quotidianità. Una forma d’arte capace di accendere i riflettori sui problemi e le preoccupazioni della sua generazione, catturando l’attenzione del pubblico.

Indagine su oltre 2000 ragazzi e ragazze in Kenya. Gideon è uno dei diciotto giovani intervistati da Amref Health Africa per capire quali sono le sfide create dall’attuale pandemia da COVID-19, che ad oggi vede nel continente africano più di 1,2 milioni di contagi e circa 29.000 decessi. Il lavoro di Amref è parte di un’indagine più ampia svolta in collaborazione con il Ministero della Salute del Kenya, Y-ACT e Population Council, che ha coinvolto 2.153 giovani, tra sondaggi online ed interviste telefoniche, in 47 contee del Kenya.

Stress, paura, salute a rischio, i risultati del sondaggio. I giovani e le giovani sono a conoscenza del rischio di infezione e degli effetti sulla loro salute? Sono disposti a seguire i comportamenti raccomandati dalle autorità sanitarie? Qual è il loro contesto socioeconomico e quali effetti ha avuto la pandemia sulle loro vite? Secondo i risultati ottenuti dalla ricerca, quasi un terzo dei giovani kenioti (27%) è stressato e il 30% ha riferito di “vivere nella paura”. Risultano inoltre bassissimi livelli di utilizzo dei servizi di salute sessuale e riproduttiva. Si segnalano difficoltà a procurarsi assorbenti igienici, pillole anticoncezionali o profilattici, e ad accedere trattamenti per l’HIV/AIDS.

Salute sessuale e riproduttiva essenziale durante la pandemia. “L’OMS ha identificato i servizi relativi alla salute sessuale e riproduttiva come uno dei sette servizi sanitari essenziali durante la pandemia COVID-19,” spiega Yidnekachew Mogessie, giovane ginecologo etiope intervistato da Amref. Parlando dell’Etiopia, racconta come molte giovani madri partoriscano in casa per paura del contagio nelle istituzioni sanitarie. Inoltre, la pandemia ha peggiorato le disuguaglianze e la violenza di genere: abusi fisici, verbali, emotivi, ma anche privazioni economiche e educative.

Il “teatro magnetico” e il coinvolgimento del pubblico. Molti giovani sono impegnati nella sensibilizzazione e nel coinvolgimento delle proprie comunità su queste tematiche. Mary Esther Wanjiku, anche lei tra i diciotto intervistati da Amref e coetanea di Gideon, utilizza il suo stesso approccio e promuove la sensibilizzazione ad argomenti quali le malattie infettive grazie al “teatro magnetico”, interpretando una persona presumibilmente infetta da HIV. Secondo il National AIDS Control Council, nel 2013 si è verificato il 51% delle nuove infezioni da HIV tra gli adolescenti di età compresa tra 15 e 19 anni. “Credo in futuro più felice”, afferma Mary Esther, “i giovani cresceranno più consapevoli e la situazione migliorerà, ne sono certa”.

“Urgente il coinvolgimento dei governi devono nel programmare il futuro”. Un’altra voce raccolta da Amref è quella di Bitania Lulu Berhanu, leader etiope venticinquenne impegnata attivamente nei processi di cambiamento e sviluppo del continente. “Dobbiamo agire, dobbiamo farci sentire e dobbiamo farci valere. Abbiamo avuto modo di vedere che funziona: coloro che hanno lottato affinché la loro voce venisse ascoltata, hanno contribuito ad uno sviluppo positivo e alla scalata verso un sistema inclusivo. I governi e i responsabili politici devono garantire l’inclusione di giovani nella progettazione dei programmi futuri del Paese, per assicurarsi che stiano affrontando le giuste sfide”.

Article first published on repubblica.it

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